Spettacoli     “Non tutta la puzza vien per nuocere“
Al Gigi ghe campana i pèe, ovvero Non tutta la puzza vien per nuocere era un atto unico, trasformato da noi, col beneplacito dell’autore,in due tempi. Il meccanismo di questo pezzo è perfetto nella sua semplice articolazione:
Gigi è un non più giovane ragazzo, perennemente disoccupato, salvato dalla carità cristiana del suo vecchio Curato dell’Oratorio assunto come sacrestano. Non è che Gigi fosse un lazzarone, tutt’altro... Era la puzza dei suoi piedi la sua condanna alla migrazione da un posto all’altro.
E qui l’autore pennella due situazioni comuni a tutti i tempi ed a tutti i luoghi (magia del teatro che riesce a far muovere nel tempo sempre le stesse umane cose vestendole con panni diversi). La generazione dei parrocchiani bacchettoni ed i giovani moderni. Questi giovani rappresentano e sono portavoce degli eventi del giorno d’oggi. Se nell’ambito di una parrocchia una volta c’era il Movimento studentesco, i Ciellini, i Verdi, oggi sono vivi i movimenti cattolici come Lilliput, Boy Scout ecc., tesi a promuovere il terzo Mondo mediante l’Equosolidarietà.
Tra i frequentatori vecchi della parrocchia, la signorina Maria, nonostante la sua sensibilità agli odori, sembra essere in grado di sopportare in eterno il difetto del Gigi e... se ne innamora. Nondimeno anche la Perpetua Ancilla si lascia contagiare, non dalla puzza a cui si era abituata, ma dalle capacità e personalità del Gigi, ora se stesso grazie alla sicurezza del posto sicuro; e si innamora anche lei. Il Parroco Don Giuseppe è proprio imbarazzato quando confessa al Gigi che due donne lo vogliono sposare. Quale? Come decidere, chi far desistere? Lì è il caldo estivo che dà la soluzione: una bella trovata all’ultimo respiro fa finalmente approdare al matrimonio Gigi con...